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Fossili

La Paleontologia è la scienza che studia i fossili, cioè i resti degli organismi e della loro attività, vissuti nel corso della storia della terra codificata dalla Geologia, con cui è strettamente connessa, ricostruendo la storia biologica. In particolare la paleomalacologia si interessa dei molluschi fossili, il cui studio non è finalizzato solo alla catalogazione delle varie specie apparse durante il corso del tempo, ma anche alle  interazioni tra loro e con l’ambiente. Più o meno come le specie attuali, con l’evidente impossibilità, salvo casi eccezionali, (ad esempio si conoscono la forma e l’anatomia di alcuni cefalopodi fossili), di poterne trovare e quindi studiare, le parti molli del corpo.

Per gli studi malacologici o meglio conchigliologici, sui gasteropodi e sui bivalvi neogenici è fondamentale l’opera di Giovanbattista Brocchi “ Conchiologia fossile subapennina, con osservazioni geologiche sugli Apennini e sul suolo adiacente”, pubblicata per la prima volta a Milano nel 1814. Quello che resta della “collezione Brocchi” servita alla stesura dell’opera è conservato oggi presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Nel nostro Paese la raccolta dei fossili è regolamentata dalla legge n. 1089 del 1939 e dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004, che disciplinano anche le attività archeologiche. I fossili ritrovati sul nostro territorio sono di proprietà dello Stato, il quale a fronte di una denuncia di possesso può concedere o meno la possibilità di custodirli al denunciante. Il commercio dei fossili è quindi assolutamente vietato.

All’interno del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, l’articolo 10, comma 4, riporta testualmente “ (…) 4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà (…)”.

Tralascio i riferimenti agli articoli precedenti e susseguenti del Codice, facilmente consultabile in internet su vari siti,  per mettere in evidenza come recentemente l’interpretazione della dizione “le cose che interessano la paleontologia” abbia aperto uno spazio alle cose “che non interessano” la paleontologia. Voglio sottolineare che siamo ancora in attesa della  promulgazione di decreti attuativi, codici o regolamenti al riguardo, nonostante varie Istituzioni se ne stiano occupando.

In attesa che il legislatore chiarisca meglio lo spirito della legge, le conchiglie fossili in generale, raccolte sparse sul terreno “libero”, cioè in siti non assoggettati a vincoli, non sembrano rientrare nelle cose di “interesse paleontologico” ma finora, come detto poco sopra, nessun legislatore è intervenuto a dichiararlo. Fermo restando il rispetto delle Leggi vigenti, il possesso di conchiglie fossili, recuperate libere sul terreno (e questo esclude di fatto lo scavo non autorizzato e il conseguente prelevamento di esemplari) e conservate per studio, è tollerato dalle Autorità.

Risulta altresì evidente che per gli appassionati, neofiti o meno, è importante far parte di associazioni locali o nazionali che collaborano e a volte interagiscono con le Sovrintendenze, le Università, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ed Altri, allo scopo di  studiare i reperti  interessanti, per poi farli confluire nelle sedi museali o similari, salvandoli dalla distruzione e  incrementando le conoscenze scientifiche. Di seguito riproduciamo le tavole dell’opera del Brocchi ed alcune conchiglie recuperate secondo le modalità sopra descritte.

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