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Note ai documenti scientifici

I documenti presentati in "Corrispondenza", "Manoscritti" e "Curiosità" sono in teoria apribili nelle rispettive pagine, ma data l'elevata definizione di molti di essi si consiglia tuttavia di visualizzarli a parte con un programma di grafica, ovvero di esplorare le relative directory corrmal, docmal e curmal con "Gestione Risorse" o simili. La suddivisione di tali manoscritti nelle tre categorie è talora un poco arbitraria, ma la gran parte in effetti ricade agevolmente in una di esse.

Vi suggeriamo di prelevare l'immagine del dvd creato e seguire le indicazioni di cui sopra per una corretta visione di tutta la documentazione acquisita. scarica il DVD

Corrispondenza

Questa categoria comprende 638 scan relativi a 128 corrispondenti, i quali sono rappresentati in maniera assai diseguale - si va da un semplice biglietto da visita, a lettere che contengono veri e propri articoli manoscritti.

Per quanto riguarda la loro origine e attuale collocazione, vale quanto segue:

  1. gli scan che nel nome comprendono le iniziali "lr" fanno parte di quanto legittimamente pervenuto a Laura; come per i libri, essi sono stati donati alla Biblioteca della Facoltà di Geologia di Catania (si veda il paragrafo "L'eredità Monterosato").

Il restante degli scan sono basati sul materiale che Riccardo Giannuzzi Savelli acquistò, o meglio salvò, dal signor ***; materiale che egli ha messo cortesemente a nostra disposizione. Si hanno qui due casi diversi:

  1. gli scan che nel nome comprendono le iniziali "pgs" fanno parte della raccolta personale di autografi malacologici di Riccardo, e sono quindi di sua privata proprietà;
  2. gli scan che nel nome comprendono le iniziali "gs" (senza "p" iniziale) sono sempre attualmente di proprietà di Riccardo, ma egli ha deciso di farne dono al Museo di Storia Naturale di Terrasini (Palermo) (1).

Gli scan sono stati organizzati in cartelle recanti il nome del corrispondente (quando è stato possibile decifrarlo !). Se era decifrabile anche la data, gli scan sono stati nominati col nome iniziante colla data in formato "AAAAMMGG-nomescan", es.: "18980314-lr031". Questo ha permesso di fare sì che in qualche modo si ricreasse la sequenza cronologica delle varie lettere, che possono essere così lette di seguito. Quando la data mancava o era incomprensibile, è stato dato il solo "nomescan". Quest'ultimo è composto dalla sola sigla del documento, se esso era composto di un'unica pagina (es.: "lr031"), o da esso e un progressivo, es.: "lr031-1, lr031-2, lr031-3…" nel caso di più pagine. La corrispondenza qui presentata copre un periodo vastissimo della vita di Tommaso, per l'esattezza dal 1856 al 1926: ben settant'anni, quindi, a conferma dell'inveterata abitudine di Tommy di tenere qualsiasi carta gli pervenisse in un modo o nell'altro. Gli enormi "buchi" che proprio quanto rimasto rivelano, sono forse dovuti alla laboriosa attività del signor ***; di certo almeno in parte ne ho la prova, per quanto riguarda Jeffreys - non una sola lettera di questo "amico fra gli amici" di Tommaso ci è pervenuta e ha potuto qui essere riprodotta (2).

Non voglio sottrarre alla gioia e al divertimento di chi mi legge la curiosità di esaminare questi documenti - che, a prescindere dai contenuti, sono importantissimi come campioni calligrafici di studiosi più o meno noti - ma ne segnalo comunque qualcuno interessante o curioso. La lettera dei Morley ci illumina un poco su Monterosato giovane. I documenti personali pochissimo ci hanno detto su questo studioso, che sembra "esplodere" di colpo nel 1869, a 28 anni, con tre articoli che denotano già una sorprendente conoscenze di specie rare e/o minutissime. Ma quando aveva iniziato a occuparsi di conchiglie? La lettera dei Morley risale apparentemente a quando egli era 15enne, è una lettera di scambio, e il giovanissimo Tommaso già sottolinea con cura le minuzie che avrebbe amato per tutta la vita: Pyrgulina, Mangilia, Lachesis, Lovenella, Assiminea… Indubbiamente, da questo solo squarcio appare che Tommaso, quando iniziò a scrivere, aveva già una quindicennale e ben ferrata conoscenza delle conchiglie.

Brusina, col Tiberi, fu uno dei pochissimi malacologi contemporanei che non ebbe in molta simpatia Monterosato; scarsa simpatia che estendeva anche ad altri siciliani, come Aradas. Le sue lettere brillano per pedanteria e minuzia, e formano veri e propri articoli, come quella nella quale discute i nomi introdotti da Megerle von Mühlfeldt. Di Tiberi, rimane una lettera, o forse una minuta, che sembra offrire la propria collezione a un Inglese, fatto salvo che essendo un conchigliologo professionista "non può vivere senza conchiglie", e vuole tenere un campione per sé. Strano che questa lettera sia passata in mano di Monterosato… a meno che egli non si sia servito di un intermediario "insospettabile" per acquisire la raccolta Tiberi, come effettivamente fece.

Di un intermediario certamente usufruì per l'acquisto della collezione Adami, e precisamente del lombardo Piccinelli, famoso collezionista di Orchidee che egli contagiò pure colla passione per le conchiglie (Nota: del Piccinelli è in ormai avanzata stesura una dettagliata biografia a cura dell'amico Andrea Soderi). In questo caso il problema principale era dato dal fatto che l'erede dell'Adami non era in età adulta, e quindi i suoi beni affidati a un tutore. Monterosato, occasionalmente, vendeva anche collezioni di doppioni, prassi comune in ogni epoca. Ne fanno fede varie lettere, es. Fuchs-Steindachner, Brot.

Poi…

…lettere tristi, come quella di Dautzenberg che, mandando gli auguri di fine d'anno, lamenta la perdita di un congiunto a causa di postumi dell'intossicazione da gas ricevuta sui campi di battaglia: e siamo già nel 1926…

…lettere spocchiose, come quella di un tale Paul Verzier, pessimo malacologo, che viaggia con la mamma e si annoia a St. Moritz perchè di conchiglie non ce ne sono, solo "femmes elegantes", e quindi va a S Martino di Castrozza, dove "un po' meno di Ebrei ci faranno un gran bene"…

…lettere quasi incomprensibili, come quelle di Locard, la cui calligrafia più che corsiva può dirsi cuneiforme…

…lettere pietose, come quelle di Fra Piero, al secolo Pietro Arbanasich, un trentino divenuto missionario protestante in Sardegna, costantemente a corto di quattrini, e spesso pure di entusiasmo (3)…

…lettere entusiaste, come quelle di Coen, che implora: "mi voglia un po' di bene, che Le giuro meritato!"…

…lettere grate, come quelle dell'Ambrosi, felice per le conchiglie che Monterosato gli mandava, riuscendo a farne stare tante in poco spazio, ma… ancora più grato per "l'eccellente dolce… unanimemente tutta la mia famiglia lo proclamò con me addirittura delizioso".

Viaggiavano forse già per l'Italia le cassate nel lontano1910?

Chissà…

Manoscritti

Questa categoria comprende 750 scan e foto relativi a 146 manoscritti.

Per quanto riguarda la loro origine e attuale collocazione, vale quanto detto sopra per la corrispondenza, con due eccezioni:

  1. non esistono file "pgs", ovvero tutto il materiale originato dalla cortesia di Giannuzzi Savelli ("gs") sarà donato al Museo di Terrasini, così come quello di Laura ("lr") è già all'Università di Catania
  2. fa eccezione un unico file, "Rivista delle Rissoae dei mari d'Europa", che Riccardo ha donato al sig. Carlo Smriglio di Roma; quest'ultimo è stato tanto cortese da digitalizzarlo e spedircelo, e qui lo ringraziamo.

Non desidero commentare nessun manoscritto in particolare, lasciando integra la gioia di leggerli e farne uso a chi sfogli questo file, ma solo sia proporre sia un'osservazione che evidenziare una mia carenza metodologica. L'osservazione è questa. Monterosato, a ottant'anni dalla sua scomparsa, rappresenta tuttora un unicum per la malacologia mediterranea. Per una vita intera, una lunga vita, ha non solo raccolto una mole smisurata di materiale, ma pure ha esaminato virtualmente qualsiasi cosa di interessante ci fosse in giro per l'Europa, da Parigi a Londra, a Madrid, a Zagabria, a Vienna, a Berlino, a Nizza… Di fatto, tuttora non esiste, e forse non esisterà mai, un solo altro ricercatore che abbia visto così tanto materiale quanto ha potuto lui. Conseguentemente, non è un'opera "antiquaria" cercare di conoscere bene le sue opinioni: se ci dice qualcosa su, che so, Thais haemastoma, ce la dice dopo averne esaminate probabilmente dieci volte di più di quanto abbiamo mai potuto vederne noi.

Ignorare queste opininioni, considerando anche il suo acume, è secondo me grave errore. È chiaro e inevitabile che in un secolo sono cambiate tantissime cose, in primis i metodi di indagine, per cui la malacologia diventa sempre più malacologia e sempre meno conchigliologia; ma tenere la sua opinione in debito conto, può sempre costituire un buon punto di partenza. Il mio miglior vocabolario di Latino, quello che uso abitualmente, è del '700. Ne sono usciti infiniti altri dopo, e ne ho parecchi; ma li trovo inferiori, e continuo a usare questa anticaglia, perchè non è detto che tutto quello che è più moderno sia automaticamente migliore. Se non avessi avuto questa intima convinzione, non avrei fatto queste centinaia di scan, né tantomeno convinto la povera Laura ad aiutarmi…

L'autocritica è questa. Il materiale qui presentato è solo una minima parte dei manoscritti effettivamente esistenti. Una scelta che è stata fatta con poco tempo, scegliendo ciò che mi sembrava più interessante, giusto per dare un'idea. Tre lotti di Riccardo, denominati genericamente "gs300", "gs400" e "gs500" comprendono centinaia e centinaia di carte ancora non ordinate né digitalizzate (4), e lo stesso è per il lotto "lr263". In questa scelta si è ovviamente cercato di raggruppare sotto un titolo comune carte che evidentemente appartenessero originariamente allo stesso manoscritto - si tenga presente che esse erano in uno stato di totale disordine. Non sempre questo è riuscito, e quindi un medesimo manoscritto può involontariamente essere stato schedato con numeri di inventario diversi. Chiedo venia…

Qualche notarella sparsa infine. Una cosa che mi ha piacevolmente sorpreso è l'intima signorilità di Monterosato. Persino in note destinate palesemente a suo uso personale, non compaiono mai frasi come: "mandare X a Tizio e Y a Caio", ma semmai: "mandare X al Sig. Tizio e Y al Dr. Caio". Non parliamo del trilinguismo; spesso scriveva in francese o in inglese, e in non rari casi ho visto scritti bilingui, iniziati in una lingua e terminata in un'altra. Non so quali e quante lingue conoscesse. Il "mio" Weinkauff conteneva un bigliettino, era una sua traduzione puntuale della chiave di Weinkauff sulla differenziazione dei Bittium

Circa l'influenza del signor *** su questa parte dell'eredità Monterosato, sembra essere stata minima, sebbene abbia constatato di persona la scomparsa di alcune carte (in particolare disegni preparatori di tavole, e simili), e sul suo listino compaiano titoli di Monterosato "con annotazioni" etc. Ai manoscritti senza titolo, la grande maggioranza, è stato dato un titolo [tra parentesi quadre]. Quando il titolo è senza parentesi, esso è stato dato da Monterosato stesso. L'insieme è grandemente eterogeneo. Ci sono numerose note sulle collezioni che Tomaso una dopo l'altra visitava. Elenchi. Appunti presi qua e là. Note bibliografiche: per i pochi libri che gli mancavano, metodicamente frequentava biblioteche pubbliche e di amici fino a ottenere le informazioni che gli interessavano. Copie fittamente annotate di proprie pubblicazioni: sembra che, fino a una certa data, il suo metodo di lavoro fosse questo, annotare un proprio catalogo fino a migliorarlo tanto da rendere utile una nuova edizione.

Quanto presentato non costituisce quindi certo un punto d'arrivo: vorrebbe piuttosto essere un punto di partenza e uno stimolo per un'indagine più paziente e metodica.

Curiosità

Questa categoria comprende 110 scan relativi a 53 argomenti. Per quanto riguarda la loro origine e attuale collocazione, vale quanto detto sopra per i manoscritti, ovvero tutto è già ("lr") o sarà ("gs") donato a una struttura pubblica. Non sono un "laudator temporis acti" tout court. Ho avuto appendicite acuta a 16 anni. Nel 1976, me la sono cavata con tre giorni di ospedale. Tommy nacque nel 1841. Se fossi stato suo coetaneo, sarei morto nel 1857. "Peccato, un giovane così promettente, stroncato nel fiore degli anni…" :-) Questo mi basta a non rimpiangere troppo il "bel tempo andato"… Però… Però l'epoca di Monterosato ha un fascino particolare, perchè è stata l'ultima epoca moderna nella quale si è intimamente sentito il bisogno di dare un contenuto estetico, magari mediocre, a qualsiasi cosa, fosse pure una semplice fattura.

I documenti presentati in questa sezione hanno quindi un carattere eminentemente… nostalgico. Vorrebbero, in sostanza, fare partecipi di un mondo scomparso, e delle esigenze e della vita quotidiana di un collezionista che in quel mondo agiva: scambiando, comprando, procurandosi libri e provette - la plastica era al di là dal venire… Quanto ha fatto scomparire il signor *** da questa "sezione" non ci è dato saperlo; pensiamo tanto, ma non abbiamo alcun parametro di raffronto.

Note alle note…

  1. In un primo tempo, avevo suggerito a Laura, sia pur con forti perplessità, di donare il suo materiale al Museo Regionale di Storia Naturale di Terrasini. Sarebbe stata la soluzione "naturale", essendo Tommy palermitano oltre ogni dubbio.

    Il Museo…

    È questa una struttura splendida, sita in una posizione splendida, contenente collezioni importantissime: ma, malauguratamente, gestita dalla Regione Sicilia. Che, coi medesimi criteri di oculatezza, imparzialità e produttività coi quali gestisce i suoi 30.000 impiegati - dei quali 1 su 5 risulta dirigente - sta gestendo questo Museo. Nel quale, su quasi 60 assunti, non c'è nessun - ripeto: nessun - naturalista. Credo che sia un record internazionale ineguagliabile, per un Museo di Storia Naturale. Avevo forse volontariamente chiuso gli occhi su questa realtà così squallida, sulla quale non desidero dilungarmi oltre, ma poco dopo è apparso:
    Massa B., Orlando V. E. & Zanna G. 2007 - Libro bianco sul Museo di Storia Naturale di Terrasini, ovvero trent'anni di iniziative per la sua istituzione - Palermo, Luxograph, 1-118.

    Dopo una lettura così sconfortante, e vergognandomene, ho suggerito a Laura di deviare la propria donazione allo Stato: che magari funziona malissimo, ma sempre funziona meglio della Regione Sicilia, che non funziona proprio… La sede statale dove è ora custodito questo materiale è tutt'altro che splendida, ma almeno ci sono più naturalisti che… elettori: e conseguentemente tutto è già stato schedato, inventariato, e messo a disposizione degli studiosi, che anzi già hanno cominciato a lavorare su quanto di loro specifico interesse.

  2. Nel (mi pare) 1999 acquistai, a prezzi assurdi, vari testi dal signor ***, che me ne aveva proposto l'acquisto avendo trovato il mio indirizzo su un mio articolo sui fossili di Capo Milazzo. All'epoca non avevo conosciuto Laura, e ritenevo dunque il signor *** legittimissimo, sia pur… diciamo - noncurante - proprietario del materiale che stava spandendo per il globo. In uno di questi testi trovai, ripiegata, una lettera del Jeffreys. Essendo un idiota allo stato puro, mi sentii in dovere di scrivere al signor *** del ritrovamento di questa missiva, chiedendogli ovviamente di trattenerla per naturali motivi "sentimentali" e scientifici. Generosamente, il signor *** me ne chiese l'immediata restituzione, e gliela rimandai. Questa lettera non è più saltata fuori, nonostante Riccardo abbia acquistato dal signor *** la corrispondenza di Monterosato. Scrivo quindi a ragion veduta.

  3. Sulla singolare figura di "Fra' Piero", è reperibile su Internet: Pani M 2007 Il Battismo in Sardegna

  4. Sebbene ne siano digitalizzate alcune parti, ad es. "gs404","su Haliotis neglecta, et caetera", consiste di un foglio incollato a un fascicolo del lotto "gs400".